…Perché hai creato l’Ortho-Bionomy®? – chiese Alain Bienvenu ad Arthur – “il mondo era pieno di follie nelle quali non mi riconoscevo, allora ho creato la mia personale forma di follia.”
Sembra che dal 1978, data in cui Arthur L. Pauls fonda in California la Società Internazionale di Ortho-Bionomy® , il suo metodo sia stato riconosciuto da qualche altro “folle”, considerato che al giorno d’oggi è insegnato nel mondo intero e praticato da operatori certificati da questa associazione negli Stati Uniti e dall’ OBEAT (ORTHO-BIONOMY EUROPEAN ASSOCIATION TEACHERS) in tutta Europa.
(le corps et le lois de la vie – Alain Bienvenue –ed. Sully 1996 pag, 1)
Non mi soffermerò a raccontare la vita di Arthur, né del percorso che lo ha portato a diventare insegnante di judo prima e osteopata poi, fino ad unire i principi delle arti marziali e del Wu-Wei alla terapia manuale. Vorrei porre invece l’accento sull’intuizione che lo ha visto impegnato nella sua ricerca personale, durata tutta la vita, e che ha consentito e ancora oggi consente a tutti noi di poter godere dei frutti che ci ha tramandato, attraverso la disciplina che ci ha lasciato in eredità: l’Ortho-Bionomy®.
Il corpo ha in sé dei riflessi auto-correttivi che si attivano a livello fisico, semplicemente facendo assumere al corpo stesso determinate posizioni antalgiche (cosa che Arthur imparò dall’osteopata Jones Lawrence), ma che si possono attivare anche a livello energetico ed emozionale. È proprio da qui che parte la ricerca di Arthur che, con la curiosità di un bambino che si approccia a scoprire la vita, ha impiegato tutta la sua attenzione e i suoi giorni a porsi le domande giuste per poter ottenere le giuste risposte che gli hanno permesso di scoprire come, anche in un ambito come quello delle terapie manuali e dell’osteopatia, gli aspetti non armonici della struttura muscolo scheletrica potessero trovare soluzione anche su piani differenti dal solo piano fisico.
Portando consapevolezza e attenzione anche nelle fasi di ascolto energetico e aurico (Arthur definì fasi i diversi campi d’azione dell’Ortho-Bionomy) e, spostando il punto di osservazione da un piano all’altro dell’essere umano, gli squilibri fisici, emotivi o gli schemi di pensiero disfunzionali, possono trovare un risvolto nuovo, un ritrovato stato di benessere e di equilibrio.
Come in natura tutto si auto-regola grazie alla sinergia tra le diverse parti, anche il corpo umano che di elementi naturali è composto, segue la stessa dinamica di autoregolazione quando viene messo nelle condizioni di poterla seguire.
Atrhur descriveva il modo di agire dell’Ortho-Bionomy® in questa maniera:
lesioni o malattie derivano da ciò che chiamo “incomprensione”. Ortho-Bionomy® porta comprensione alla persona, in modo che possa rispondere in maniera appropriata, anziché per abitudine o paura.
Durante un trattamento di Ortho-Bionomy®, quando un operatore osserva un corpo, non vede difetti e squilibri, vede un organismo che è passato attraverso le esperienze della vita, e le sue alterazioni sono frutto degli adattamenti necessari al superamento degli ostacoli incontrati.
Formazione per operatori:
imparare l’Arte dell’ Orthobionomia
Vorrei riportare le parole di chi da vicino ha seguito Arthur negli anni di insegnamento della disciplina:
(….)prima di praticare l’osteopatia, Arthur insegna Judo. Alcuni concetti filosofici cari alle arti marziali quindi, sono presenti nell’essenza stessa dell’Ortho-Bionomy® ragione per la quale, l’insegnamento del metodo è sempre stato trasmesso oralmente “dal maestro all’allievo”, come nelle tradizioni orientali.
( le corps et le lois de la vie – Alain Bienvenue –ed. Sully 1996 pag, 1)
...Come insegnante di judo Arthur conosceva bene la via della flessibilità; sapeva che non si vince contrastando, ma assecondando i movimenti dell’avversario. Il principio di quest’arte marziale infatti, insegna ad arrendersi ad una forza che ci assale, ma in modo da impedire che ci colpisca …(…..) così colui che sa dominare la vita non si oppone mai alle cose, non cerca di mutarle affermando se stesso in contrapposizione ad esse, si arrende alla loro forza quando lo assalgono in pieno e le spinge fuori dalla linea retta senza mai affrontarle di petto. Così facendo le tratta in modo positivo, le cambia accettandole. (…)
(Alan W. Watts, Lo Zen, Bonpiani, Milano 1997, Pag. 34/35)
In cinese, il fluire degli eventi senza intervenire direttamente, viene detto Wu Wei: “azione senza azione”. Arthur, mettendo in pratica questo principio nel trattamento, scoprì ed insegnò che, così come in un combattimento il guerriero può combattere senza combattere, così in un trattamento di Ortho-Bionomy® l’operatore potrà agire senza agire, ossia perfezionerà l’azione in modo che essa avvenga anche senza una azione visibile.
Tutti abbiamo, nascosta in noi la memoria di un funzionamento armonioso, di un equilibrio collegato all’Armonia universale. Tutte le memorie dell’universo sono presenti nel nostro corpo. L’Ortho-Bionomy® porta l’operatore a sviluppare la sua coscienza intuitiva allo scopo di ristabilire il legame con questa conoscenza universale.
Questo lavoro di espansione della coscienza è portato avanti, durante la formazione, parallelamente all’apprendimento del metodo, di modo che l’operatore, lavorando su di sé, possa prima riscoprire e poi mettere in pratica la propria capacità intuitiva nella relazione terapeutica.
Questo approccio implica il doversi mettersi in gioco in modo differente rispetto a quello solitamente usato nell’apprendimento di una tecnica, proprio perché non è facile entrare in ciò che ci è sconosciuto e lasciarci guidare da qualcosa che sfugge alla razionalità e alla logica.
Colui che accoglie e si abbandona alla scoperta di una nuova dimensione, di una modalità diversa di ascolto e di interazione con il processo che avviene durante il trattamento, accetta di allontanarsi sempre più dalla personalità che calcola, interpreta, giudica e interferisce a favore di una presenza costante che permette una comprensione molto più profonda di quella data dal pensiero razionale, comprensione che permette al processo stesso di riportare in equilibrio ciò che non lo è più. Per fare questo è necessario allenarsi alla presenza e comprendere che, come diceva ancora Arthur:
“Ieri è storia, domani è mistero, oggi è dono…ecco perché viene chiamato presente”…ed è qui, nella presenza del momento, l’unico attimo realmente esistente, che tutto può avvenire.
Arthur diceva: “dobbiamo imparare a volare nel nostro spazio interiore, senza conoscere il terreno dove atterrare. Questo è il vero coraggio”.
Il modo più semplice per imparare questa disciplina è quello, quindi, di immergersi pian piano in questo diverso modo di percepire, di ESSERE il trattamento e di lasciare che tutto avvenga …come ogni cosa però, ci vuole il giusto tempo per integrare le informazioni che vengono insegnate, ed è per questo che, come è stato per Arthur, così anche per chi si approccia a questa formazione è necessario attraversare e lasciarsi attraversare dalle varie fasi di Ortho-Bionomy®. Non basta capire su un piano razionale le fasi, ma come amo dire, le fasi “vanno abitate”: dobbiamo ESSERE quelle fasi per poterle permettere dentro e fuori di noi. In questo sta il lavoro di ogni studente che si approccia alla formazione. Conoscere, riconoscere e sperimentare un’espansione della percezione che consenta di vivere le fasi, ognuno con il proprio tempo di crescita e sviluppo della comprensione.
Per facilitare tale processo e per rendere attuabile ciò che Arthur diceva
“- l’Ortho-Bionomy® non vi insegna nulla, il metodo vi aiuta a riscoprire ciò che avete dimenticato”-
la formazione si sviluppa lungo un percorso di due anni : 10 fine settimana + un residenziale di 6 giorni per ogni anno formativo.
Programma del biennio:
- Il tocco come veicolo di informazioni di riequilibrio fisiologico.
- Percezione di sé attraverso il corpo.
- Test di valutazione squilibrio posturale.
- Anatomia strutturale e muscolare. Propriocezione delle parti.
- Autoregolazione del corpo: come informare il corpo per ritornare in uno stato di equilibrio
- Psoas in tensione e dismetrie del bacino: come ridonare equilibrio e ritrovare la “dritta via”.
- Dorsali e lombari: riconoscere una tensione e come portare uno stato di ritrovato rilassamento.
- Relazione alto\basso, Terra\Cielo, dentro\fuori. Cosa comunicano le vertebre.
- Riequilibrio del bacino e dell’osso sacro.
- Trigger point del bacino.
- Cervicali: ispezione di movimento, informazioni autocorrettive, isotonici e post-tecniche.
- La cassa toracica: il suono del respiro come veicolo di informazione dello stato di equilibrio. Diaframma: ipo-tonicità e tensioni, come riportare spazio e tono.
- Le articolazioni: test di controllo del movimento articolare, informazione autocorrettiva, verifica. Come ridare movimento. Isotonici \ isometrici e trigger point.
- Post-tecniche di mobilizzazione delle vertebre lombari.
- Esercizi per casa: come educare il cliente a mantenere nel corpo l’informazione ricevuta.
- Principali problematiche relative alla struttura muscolo scheletrica: come riconoscerle e cosa fare.
- Suono delle parti e suono d’insieme: come rendere sinfonico il corpo attraverso l’ascolto e la relazione fra le parti.
- Movimenti e micromovimenti del corpo: come entrare in dialogo con i movimenti delle parti del corpo da informare e con gli schemi energetici che animano i vari tessuti, le articolazioni e i visceri, per poter permettere un ritorno ad un nuovo equilibrio.
- Dosaggio e timing: come agire sul corpo con tempi e intensità coerenti.
- Sensorialità grezza e fine. SINESTESIA
- Il ritmo: entrare nel ritmo del corpo per accompagnare i processi di autoregolazione e creare informazioni autocorrettive attraverso ritmi differenti.
- Le atmosfere informatiche. Come riconoscere le informazioni delle varie parti del corpo ed entrare in dialogo informatico.
- Centratura e radicamento: modalità e strumenti per non entrare in risonanza con le informazioni non coerenti, durante il trattamento.
- Creare un setting mentale e fisico del trattamento per migliorarne qualità ed efficacia.
- Il campo elettrico ed elettromagnetico del corpo: come funziona, quando possono esserci degli squilibri e come ripristinare il flusso elettrico. Attivazione delle cariche elettriche e loro utilizzo nel trattamento.
- Come riportare informazioni di autocorrezione attraverso il campo elettromagnetico del corpo.
- Attivazione delle sensazioni corporee in ambiente: riconoscere percettivamente le frequenze ambientali per generare in ogni istante la gradevolezza che serve a corpo e mente: affinare la percezione su di sé e sugli altri.
- Riequilibrio informatico degli organi: sistema digerente, sistema urinario, sistema respiratorio e sistema nervoso.
Al termine della formazione o, per meglio dire, quando l’allievo è pronto – ha cioè integrato in sé i principi dell’orthobionomia- durante un corso o durante il residenziale finale, si svolgono le prove d’esame (tra le quali verrà richiesta anche una tesina) che permettono all’allievo, una volta superate, di ricevere il diploma.
Ciao. Mi chiamo Claudia.
Ho lavorato in ospedale come infermiera e caposala per 18 anni per poi rendermi sempre più conto che la mia attitudine, mi portava in una direzione diversa da quella ospedaliera, desideravo entrare in un contatto più profondo con le persone e con i disagi fisici, emotivi e traumatici che le accompagnavano per scoprirne la causa
Da tale propensione è scaturita la voglia di volgere lo sguardo a formazioni che potessero fornirmi strumenti adatti a portare in me e di conseguenza in chi a me si rivolge, una soluzione ai sistemi limitanti, condizionanti che sono causa di sofferenza per poter riscoprire la gioia insita in ognuno di noi.
Nel corso degli anni mi sono diplomata in Naturopatia con una particolare attenzione alle tecniche psico–energetiche, Rebirthing e in Anatheoresis per poi imbattermi in quello che ho riconosciutocome il trait d’uniòn di tutti i percorsi fatti, una disciplina che li ha completati e ne ha dato una profondità diversa: Ortho-Bionomy ®.
Dalla ricchezza e dallo stupore che tale disciplina ha portato in me, non poteva nascere che il desiderio di poter condividere con altri ciò che io stessa ho potuto comprendere (portare in me) ed esperire in questi anni iniziando così a dare vita, proporre e organizzare le attività di questo Istituto, assieme a coloro che partecipano al progetto.
Mi chiamo Fabio e da più di trent’anni mi interesso al lavoro sulla persona. Questo interesse ha cominciato a nascere in me con lo studio dell’hata yoga e le arti marziali per poi prendere una direzione più specifica nel 1994 quando ho avuto la fortuna di incontrare Arthur L. Pauls ideatore del metodo Ortho-Bionomy®. Incontrare Arthur e l’Ortho-Bionomy® ha cambiato la mia vita facendo nascere in me una passione che mi ha portato a diventare operatore e in seguito insegnante di questo straordinario metodo.
Un altro incontro molto importante per me e il mio lavoro è stato quello con Jean Louis Jaquet, che definisce se stesso “osteopata dissidente” e che ha passato parte della sua vita viaggiando per l’Europa, in oriente ed in
Africa per imparare da guaritori e terapisti locali le loro tecniche di lavoro sul corpo. Da questa esperienza ha creato un metodo molto efficace che ha chiamato Osteopatia Etnica Tribale, studiando con lui sono diventato operatore e ultimamente anche insegnante del suo metodo.
Contemporaneamente la mia natura di ricercatore nel piano spirituale mi ha portato, in tutti questi anni, a fare esperienza di metodi di guarigione e auto-guarigione appartenenti a varie tradizioni spirituali e per condividere queste mie esperienze propongo un percorso che ho chiamato La Via della guarigione.
Contattaci per avere ulteriori informazioni
…Perché hai creato
l’Ortho-Bionomy®?
–
chiese Alain Bienvenu
ad Arthur
–
“il mondo era pieno di follie nelle quali non mi riconoscevo, allora ho creato la mia personale forma di follia.”
Sembra che dal 1978, data in cui Arthur L. Pauls fonda in California la Società Internazionale di
Ortho-Bionomy® , il suo metodo sia stato riconosciuto da qualche altro “folle”, considerato che al giorno d’oggi è insegnato nel mondo intero e praticato da operatori certificati da questa associazione negli Stati Uniti e dall’ OBEAT (ORTHO-BIONOMY EUROPEAN ASSOCIATION TEACHERS) in tutta Europa.
(le corps et le lois de la vie – Alain Bienvenue –ed. Sully 1996 pag, 1)
Non mi soffermerò a raccontare la vita di Arthur, né del percorso che lo ha portato a diventare insegnante di judo prima e osteopata poi, fino ad unire i principi delle arti marziali e del Wu-Wei alla terapia manuale. Vorrei porre invece l’accento sull’intuizione che lo ha visto impegnato nella sua ricerca personale, durata tutta la vita, e che ha consentito e ancora oggi consente a tutti noi di poter godere dei frutti che ci ha tramandato, attraverso la disciplina che ci ha lasciato in eredità: l’Ortho-Bionomy®.
Il corpo ha in sé dei riflessi auto-correttivi che si attivano a livello fisico, semplicemente facendo assumere al corpo stesso determinate posizioni antalgiche (cosa che Arthur imparò dall’osteopata Jones Lawrence), ma che si possono attivare anche a livello energetico ed emozionale. È proprio da qui che parte la ricerca di Arthur che, con la curiosità di un bambino che si approccia a scoprire la vita, ha impiegato tutta la sua attenzione e i suoi giorni a porsi le domande giuste per poter ottenere le giuste risposte che gli hanno permesso di scoprire come, anche in un ambito come quello delle terapie manuali e dell’osteopatia, gli aspetti non armonici della struttura muscolo scheletrica potessero trovare soluzione anche su piani differenti dal solo piano fisico.
Portando consapevolezza e attenzione anche nelle fasi di ascolto energetico e aurico (Arthur definì fasi i diversi campi d’azione dell’Ortho-Bionomy®) e, spostando il punto di osservazione da un piano all’altro dell’essere umano, gli squilibri fisici, emotivi o gli schemi di pensiero disfunzionali, possono trovare un risvolto nuovo, un ritrovato stato di benessere e di equilibrio.
Come in natura tutto si auto-regola grazie alla sinergia tra le diverse parti, anche il corpo umano che di elementi naturali è composto, segue la stessa dinamica di autoregolazione quando viene messo nelle condizioni di poterla seguire.
Atrhur descriveva il modo di agire dell’Ortho-Bionomy® in questa maniera:
lesioni o malattie derivano da ciò che chiamo “incomprensione”. Ortho-Bionomy® porta comprensione alla persona, in modo che possa rispondere in maniera appropriata, anziché per abitudine o paura.
Durante un trattamento di Ortho-Bionomy®, quando un operatore osserva un corpo,
non vede difetti e squilibri,
vede un organismo che è passato attraverso le esperienze della vita, e le sue alterazioni sono frutto degli adattamenti necessari al superamento degli ostacoli incontrati.
Formazione per operatori:
imparare l’Arte dell’ Orthobionomia
Vorrei riportare le parole di chi da vicino ha seguito Arthur negli anni di insegnamento della disciplina:
(….)prima di praticare l’osteopatia, Arthur insegna Judo. Alcuni concetti filosofici cari alle arti marziali quindi, sono presenti nell’essenza stessa dell’Ortho-Bionomy® ragione per la quale, l’insegnamento del metodo è sempre stato trasmesso oralmente “dal maestro all’allievo”, come nelle tradizioni orientali.
( le corps et le lois de la vie – Alain Bienvenue –ed. Sully 1996 pag, 1)
...Come insegnante di judo Arthur conosceva bene la via della flessibilità; sapeva che non si vince contrastando, ma assecondando i movimenti dell’avversario. Il principio di quest’arte marziale infatti, insegna ad arrendersi ad una forza che ci assale, ma in modo da impedire che ci colpisca …(…..) così colui che sa dominare la vita non si oppone mai alle cose, non cerca di mutarle affermando se stesso in contrapposizione ad esse, si arrende alla loro forza quando lo assalgono in pieno e le spinge fuori dalla linea retta senza mai affrontarle di petto. Così facendo le tratta in modo positivo, le cambia accettandole. (…)
(Alan W. Watts, Lo Zen, Bonpiani, Milano 1997, Pag. 34/35)
In cinese, il fluire degli eventi senza intervenire direttamente, viene detto Wu Wei: “azione senza azione”. Arthur, mettendo in pratica questo principio nel trattamento, scoprì ed insegnò che, così come in un combattimento il guerriero può combattere senza combattere, così in un trattamento di Ortho-Bionomy® l’operatore potrà agire senza agire, ossia perfezionerà l’azione in modo che essa avvenga anche senza una azione visibile.
Tutti abbiamo, nascosta in noi la memoria di un funzionamento armonioso, di un equilibrio collegato all’Armonia universale. Tutte le memorie dell’universo sono presenti nel nostro corpo. L’Ortho-Bionomy® porta l’operatore a sviluppare la sua coscienza intuitiva allo scopo di ristabilire il legame con questa conoscenza universale.
Questo lavoro di espansione della coscienza è portato avanti, durante la formazione, parallelamente all’apprendimento del metodo, di modo che l’operatore, lavorando su di sé, possa prima riscoprire e poi mettere in pratica la propria capacità intuitiva nella relazione terapeutica.
Questo approccio implica il doversi mettersi in gioco in modo differente rispetto a quello solitamente usato nell’apprendimento di una tecnica, proprio perché non è facile entrare in ciò che ci è sconosciuto e lasciarci guidare da qualcosa che sfugge alla razionalità e alla logica.
Colui che accoglie e si abbandona alla scoperta di una nuova dimensione, di una modalità diversa di ascolto e di interazione con il processo che avviene durante il trattamento, accetta di allontanarsi sempre più dalla personalità che calcola, interpreta, giudica e interferisce a favore di una presenza costante che permette una comprensione molto più profonda di quella data dal pensiero razionale, comprensione che permette al processo stesso di riportare in equilibrio ciò che non lo è più. Per fare questo è necessario allenarsi alla presenza e comprendere che, come diceva ancora Arthur:
“Ieri è storia, domani è mistero, oggi è dono…ecco perché viene chiamato presente”…ed è qui, nella presenza del momento, l’unico attimo realmente esistente, che tutto può avvenire.
Arthur diceva: “dobbiamo imparare a volare nel nostro spazio interiore, senza conoscere il terreno dove atterrare. Questo è il vero coraggio”.
Il modo più semplice per imparare questa disciplina è quello, quindi, di immergersi pian piano in questo diverso modo di percepire, di ESSERE il trattamento e di lasciare che tutto avvenga …come ogni cosa però, ci vuole il giusto tempo per integrare le informazioni che vengono insegnate, ed è per questo che, come è stato per Arthur, così anche per chi si approccia a questa formazione è necessario attraversare e lasciarsi attraversare dalle varie fasi di Ortho-Bionomy®. Non basta capire su un piano razionale le fasi, ma come amo dire, le fasi “vanno abitate”: dobbiamo ESSERE quelle fasi per poterle permettere dentro e fuori di noi. In questo sta il lavoro di ogni studente che si approccia alla formazione. Conoscere, riconoscere e sperimentare un’espansione della percezione che consenta di vivere le fasi, ognuno con il proprio tempo di crescita e sviluppo della comprensione.
Per facilitare tale processo e per rendere attuabile ciò che Arthur diceva
“- l’Ortho-Bionomy® non vi insegna nulla, il metodo vi aiuta a riscoprire ciò che avete dimenticato”-
la formazione si sviluppa lungo un percorso di due anni : 10 fine settimana + un residenziale di 6 giorni per ogni anno formativo.
Programma del biennio:
- Il tocco come veicolo di informazioni di riequilibrio fisiologico.
- Percezione di sé attraverso il corpo.
- Test di valutazione squilibrio posturale.
- Anatomia strutturale e muscolare. Propriocezione delle parti.
- Autoregolazione del corpo: come informare il corpo per ritornare in uno stato di equilibrio
- Psoas in tensione e dismetrie del bacino: come ridonare equilibrio e ritrovare la “dritta via”.
- Dorsali e lombari: riconoscere una tensione e come portare uno stato di ritrovato rilassamento.
- Relazione alto\basso, Terra\Cielo, dentro\fuori. Cosa comunicano le vertebre.
- Riequilibrio del bacino e dell’osso sacro.
- Trigger point del bacino.
- Cervicali: ispezione di movimento, informazioni autocorrettive, isotonici e post-tecniche.
- La cassa toracica: il suono del respiro come veicolo di informazione dello stato di equilibrio. Diaframma: ipo-tonicità e tensioni, come riportare spazio e tono.
- Le articolazioni: test di controllo del movimento articolare, informazione autocorrettiva, verifica. Come ridare movimento. Isotonici \ isometrici e trigger point.
- Post-tecniche di mobilizzazione delle vertebre lombari.
- Esercizi per casa: come educare il cliente a mantenere nel corpo l’informazione ricevuta.
- Principali problematiche relative alla struttura muscolo scheletrica: come riconoscerle e cosa fare.
- Suono delle parti e suono d’insieme: come rendere sinfonico il corpo attraverso l’ascolto e la relazione fra le parti.
- Movimenti e micromovimenti del corpo: come entrare in dialogo con i movimenti delle parti del corpo da informare e con gli schemi energetici che animano i vari tessuti, le articolazioni e i visceri, per poter permettere un ritorno ad un nuovo equilibrio.
- Dosaggio e timing: come agire sul corpo con tempi e intensità coerenti.
- Sensorialità grezza e fine. SINESTESIA
- Il ritmo: entrare nel ritmo del corpo per accompagnare i processi di autoregolazione e creare informazioni autocorrettive attraverso ritmi differenti.
- Le atmosfere informatiche. Come riconoscere le informazioni delle varie parti del corpo ed entrare in dialogo informatico.
- Centratura e radicamento: modalità e strumenti per non entrare in risonanza con le informazioni non coerenti, durante il trattamento.
- Creare un setting mentale e fisico del trattamento per migliorarne qualità ed efficacia.
- Il campo elettrico ed elettromagnetico del corpo: come funziona, quando possono esserci degli squilibri e come ripristinare il flusso elettrico. Attivazione delle cariche elettriche e loro utilizzo nel trattamento.
- Come riportare informazioni di autocorrezione attraverso il campo elettromagnetico del corpo.
- Attivazione delle sensazioni corporee in ambiente: riconoscere percettivamente le frequenze ambientali per generare in ogni istante la gradevolezza che serve a corpo e mente: affinare la percezione su di sé e sugli altri.
- Riequilibrio informatico degli organi: sistema digerente, sistema urinario, sistema respiratorio e sistema nervoso.
Al termine della formazione o, per meglio dire, quando l’allievo è pronto – ha cioè integrato in sé i principi dell’orthobionomia- durante un corso o durante il residenziale finale, si svolgono le prove d’esame (tra le quali verrà richiesta anche una tesina) che permettono all’allievo, una volta superate, di ricevere il diploma.
Ciao. Mi chiamo Claudia.
Ho lavorato in ospedale come infermiera e caposala per 18 anni per poi rendermi sempre più conto che la mia attitudine, mi portava in una direzione diversa da quella ospedaliera, desideravo entrare in un contatto più profondo con le persone e con i disagi fisici, emotivi e traumatici che le accompagnavano per scoprirne la causa
Da tale propensione è scaturita la voglia di volgere lo sguardo a formazioni che potessero fornirmi strumenti adatti a portare in me e di conseguenza in chi a me si rivolge, una soluzione ai sistemi limitanti, condizionanti che sono causa di sofferenza per poter riscoprire la gioia insita in ognuno di noi.
Nel corso degli anni mi sono diplomata in Naturopatia con una particolare attenzione alle tecniche psico–energetiche, Rebirthing e in Anatheoresis per poi imbattermi in quello che ho riconosciutocome il trait d’uniòn di tutti i percorsi fatti, una disciplina che li ha completati e ne ha dato una profondità diversa: Ortho-Bionomy ®.
Dalla ricchezza e dallo stupore che tale disciplina ha portato in me, non poteva nascere che il desiderio di poter condividere con altri ciò che io stessa ho potuto comprendere (portare in me) ed esperire in questi anni iniziando così a dare vita, proporre e organizzare le attività di questo Istituto, assieme a coloro che partecipano al progetto.
Mi chiamo Fabio e da più di trent’anni mi interesso al lavoro sulla persona. Questo interesse ha cominciato a nascere in me con lo studio dell’hata yoga e le arti marziali per poi prendere una direzione più specifica nel 1994 quando ho avuto la fortuna di incontrare Arthur L. Pauls ideatore del metodo Ortho-Bionomy®. Incontrare Arthur e l’Ortho-Bionomy® ha cambiato la mia vita facendo nascere in me una passione che mi ha portato a diventare operatore e in seguito insegnante di questo straordinario metodo.
Un altro incontro molto importante per me e il mio lavoro è stato quello con Jean Louis Jaquet, che definisce se stesso “osteopata dissidente” e che ha passato parte della sua vita viaggiando per l’Europa, in oriente ed in
Africa per imparare da guaritori e terapisti locali le loro tecniche di lavoro sul corpo. Da questa esperienza ha creato un metodo molto efficace che ha chiamato Osteopatia Etnica Tribale, studiando con lui sono diventato operatore e ultimamente anche insegnante del suo metodo.
Contemporaneamente la mia natura di ricercatore nel piano spirituale mi ha portato, in tutti questi anni, a fare esperienza di metodi di guarigione e auto-guarigione appartenenti a varie tradizioni spirituali e per condividere queste mie esperienze propongo un percorso che ho chiamato La Via della guarigione.
